Registro Nazionale delle Imprese Storiche d’Italia

Siamo tra le centenarie del "Made in Piacenza" con 128 anni (1890) di attività!!

Venerdì 10 Aprile 2015 la Camera di Commercio di Piacenza, nella sua sede, ha reso un omaggio speciale alla nostra azienda consegnandoci l'attestato di iscrizione nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche d'Italia istituito dall' Unioncamere.

Di seguito una breve storia per rendere onore al merito ai nostri avi grazie ai quali abbiamo ricevuto questo riconscimento:

" Siamo nella seconda metà dell’ottocento, non ancora l’agricoltura ha la sincera sentita considerazione che merita. Appare ancora come un’attività secondaria, volgare e di secondo ordine.

Fra i parecchi che si potrebbero citare di coloro che hanno tenuto alto il nome italiano all’estero non c’è ancora l’agricoltore pioniere che è andato oltre le frontiere a creare attività esemplari nell’arte agricola, né l’uomo che ha saputo, attraverso sacrifici aprire nuovi sbocchi ai prodotti italiani.  

E’ qui che le serie iniziative pratiche e feconde, lo spirito rinnovatore e idealista di Filippo Zerioli, validamente coadiuvato dal fratello Ernesto, trovano le loro origini in un’epoca nella quale i traffici commerciali erano difficilissimi, lunghi, costosi, tali che ben pochi osavano affrontare.

Nel 1872 Filippo Zerioli effettua i primi tentativi di vendita di uva da tavola verdea dei colli di Ziano Piacentino sui mercati di Milano per conquistare i raffinati palati dei milanesi. Il successo è immediato per questo prodotto della vite che viene subito richiesto in grande quantità.

Le sue vedute erano molto superiori e  qualche anno dopo, nel 1877, arriva a Ziano Francesco Cirio che vuole studiare la possibilità di spedire uva da tavola in Francia, la cui produzione vitivinicola è messa in ginocchio dalla filossera. Il lavoro di export è affidato ai fratelli Ernesto e Filippo Zerioli che riescono a procurare la merce occorrente, studiano la confezione e l’imballaggio e, con il proprio personale, allestiscono il primo vagone di uve da tavola diretto in Francia. Questo tentativo di esportazione dà felicissimi risultati, ragione per cui, qualche anno dopo, viene intensificato e l’uva della Val Tidone conquisterà anche i mercati del resto dell’Europa.  I primi successi, furono segnati in Francia (1877), in Germania e in Svizzera (1885) per poi affermarsi anche nei mercati del Nord Europa, dell’Algeria e della Tunisia.

Nel 1890 cominciarono ad affluire numerosissime richieste e, per far fronte all’accresciuta domanda, Filippo ed Ernesto, diedero vita alla Casa Agricola “Società F.lli Zerioli” per Esportazione delle uve da tavola e dei vini. Piacenza, fino agli anni trenta del Novecento, diverrà la capitale della produzione di uva da tavola.

C’era però un intralcio grave al maggior uso di uva nelle città: “il dazio” che gravava su di esse. Fu Filippo Zerioli che durante la “Settimana nazionale del Vino” tenutasi a Milano dal 16 al 21 Aprile 1923, fece una conferenza magistrale sul commercio delle uve da tavola, sui suoi progressi e bisogni.  Il Congresso, con unanime caloroso plauso, abolì il dazio sull’uva da mensa. 

Ma il commercio dell’uva da tavola era limitato ad un periodo relativamente breve che bisognava allargare. Così Filippo Zerioli si spinge sui mercati di Milano, della Svizzera e della Baviera (Germania) anche con la produzione di vini ricavati dalle uve dei propri vigneti nell’azienda agricola di Ziano Piacentino vini rossi secchi e dolci di qualità, ottenendo ancora una volta ottimi risultati.

Con il tempo e il loro notevole impegno i due fratelli Ernesto e Filippo vengono nominati “Cavaliere del Lavoro”  (Ernesto nel 1906 e Filippo nel 1921). Si distinsero a livello internazionale, divennero esperti consulenti chiamati in moltissimi convegni e la loro carriera fu contraddistinta da un progressivo successo. Inoltre Filippo Zerioli fu membro dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

L’Azienda Agricola Zerioli, continuò con Pietro Zerioli, figlio di Filippo, che la diresse dagli anni ’30 agli anni ’60 e con Arrigo Zerioli, figlio di Pietro, dagli anni ’60 agli anni ’90.

Oggi l’azienda prosegue sotto la direzione di Filippo Zerioli, figlio di Arrigo, coadiuvato dal figlio Pietro Zerioli nell’attività vitivinicola di produzione uve e trasformazione in vino, con imbottigliamento e commercializzazione di vino in bottiglia. "

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La longevità delle imprese

"Le imprese non sono come gli organismi viventi, non sono sottoposte alle rigide leggi della natura, all’immutabile percorso biologico che dalla nascita porta inevitabilmente alla morte.

Le imprese possono vivere all’infinito, possono muoversi in un arco temporale senza limiti all’insegna di una continuità e di una vitalità senza fine.

In teoria. Ma nella realtà di fatto le imprese hanno una vita media di breve durata.

Numerose sono infatti le imprese che nascono e muoiono in un periodo estremamente ristretto. E non mancano le imprese che nascono e non muoiono in un tempo molto breve, ma comunque scompaiono ancora giovani.

Inoltre, anche le imprese che crescono e diventano grandi spesso muoiono. E, a loro volta, scompaiono sovente le imprese che si sviluppano ma rimangono piccole.

Al contrario, le imprese che nascono e durano a lungo, che riescono a raggiungere la soglia della longevità, non sono numerose.

La longevità è un bene raro.

Una risorsa e un valore concreto per l’impresa e la società in cui l’impresa opera.
La storia, lunga, di un’impresa, la sua capacità di mantenere nel tempo il successo tra crisi e battute di arresto, la sua stabilità e continuità e dunque la sua longevità le forniscono un sicuro vantaggio competitivo.

Ma non esiste un parametro temporale definito, unico e unanimemente riconosciuto per misurare la longevità e quindi poter riconoscere senza incertezze quali imprese possano considerarsi longeve.
Del resto, l’età dell’impresa varia a seconda non solo di fattori interni ma anche di numerose variabili esterne, legate a fasi storicamente mutevoli, in continua evoluzione, come il ruolo decisivo dell’innovazione scientifica e tecnologica che crea nuovi prodotti e nuove imprese. I percorsi di vita sono quindi diversi, anche nella durata, per le diverse tipologie d’impresa via via emerse in sincronia con le grandi trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali.

In questa sede, si è individuata nei cinquant’anni di vita - tempo medio di un cambio generazionale – la soglia minima al fine d’individuare le imprese longeve tra le imprese ancora viventi in Italia inserite nel Registro ditte e imprese della Camera di Commercio."

Camera di Commercio Industria e Artigianato e Agricoltura di Torino